Messaggio 002
Comunicazione della Commissione - TRIS/(2020) 00258
Direttiva (UE) 2015/1535
Traduzione del messaggio 001
Notifica: 2020/0017/A
No abre el plazo - Nezahajuje odklady - Fristerne indledes ikke - Kein Fristbeginn - Viivituste perioodi ei avata - Καμμία έναρξη προθεσμίας - Does not open the delays - N'ouvre pas de délais - Non fa decorrere la mora - Neietekmē atlikšanu - Atidėjimai nepradedami - Nem nyitja meg a késéseket - Ma’ jiftaħx il-perijodi ta’ dawmien - Geen termijnbegin - Nie otwiera opóźnień - Não inicia o prazo - Neotvorí oneskorenia - Ne uvaja zamud - Määräaika ei ala tästä - Inleder ingen frist - Не се предвижда период на прекъсване - Nu deschide perioadele de stagnare - Nu deschide perioadele de stagnare.
(MSG: 202000258.IT)
1. MSG 002 IND 2020 0017 A IT 16-01-2020 A NOTIF
2. A
3A. Bundesministerium für Digitalisierung und Wirtschaftsstandort
Abteilung III/8
A-1010 Wien, Stubenring 1
Telefon +43-1/71100-805433
Telefax +43-1/71100-8045433
E-Mail: not9834@bmdw.gv.at
3B. Magistrat der Stadt Wien
Magistratsabteilung 20 - Energieplanung
A-1010 Wien, Rathausstraße 14-16
Telefon +43-1/4000-88305
Telefax +43-1/4000-88304
E-Mail: post@ma20.wien.gv.at
4. 2020/0017/A - N00E
5. Ordinanza del consiglio comunale della città di Vienna che istituisce un piano energetico territoriale per il 2° distretto
6. Impianti di riscaldamento negli edifici di nuova costruzione
Progettazione degli impianti di riscaldamento negli edifici di nuova costruzione
Realizzazione e progettazione dell'infrastruttura legata alla rete per l'erogazione del calore
7. -
8. Con la modifica del regolamento edilizio di Vienna di fine 2018 (LGBl. n. 69/2018) è stato introdotto, insieme ai piani energetici territoriali, uno strumento che consente una gestione mirata e sostenibile dell'impiego di fonti energetiche per la fornitura di riscaldamento degli ambienti e di acqua calda negli edifici di nuova costruzione.
La regolamentazione è un'ordinanza relativa al regolamento edilizio di Vienna e si applica unitamente al diritto edilizio. Si emana per distretti.
Stabilisce che, nel caso in cui sia disponibile il teleriscaldamento, si deve utilizzare quest'ultimo o un altro sistema alternativo ad alto rendimento ai sensi dell'articolo 118, paragrafo 3, del regolamento edilizio di Vienna. Di conseguenza, negli edifici di nuova costruzione in tali aree, il gas naturale per il riscaldamento degli ambienti e l'acqua calda non è comunque più ammissibile.
9. Il 4 ottobre 2016, il Parlamento europeo ha votato la ratifica da parte dell'UE dell'accordo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, dopo che il Consiglio dei ministri aveva accordato la sua approvazione il 30 settembre. Grazie alla ratifica dell'UE, il 4 novembre 2016 è potuto entrare in vigore il primo accordo generale universale giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici.
L'obiettivo della limitazione, nel lungo periodo, dell'aumento della temperatura mondiale ben al di sotto di 2 °C implica una decarbonizzazione dell'intero sistema energetico e una conseguente soppressione completa delle fonti energetiche fossili quali il carbone, il petrolio e il gas naturale entro il 2050.
Decarbonizzazione del mercato del riscaldamento degli ambienti
Ciò pone anche il settore del riscaldamento degli ambienti, che continua a dipendere fortemente dagli impianti di riscaldamento a combustibili fossili, di fronte a un'importante sfida. Negli edifici di nuova costruzione, trovano tuttora impiego considerevoli quantitativi di impianti di riscaldamento a gas naturale. Si vuole vietare, tramite legge federale, in futuro, gli impianti di riscaldamento a olio combustibile in Austria.
Il mercato del riscaldamento degli ambienti è un mercato assai statico: la vita utile media delle caldaie è pari a 25 anni, parecchie caldaie e parecchi scaldacqua a gas sono in funzione per 30 e più anni. Conseguentemente, un cambiamento delle fonti energetiche in tale mercato risulta possibile soltanto con molta lentezza. Una transizione coerente esige varie azioni, a partire da requisiti concreti per gli edifici di nuova costruzione.
Contrariamente ad altri comparti quali il trasporto di merci e l'industria, sul mercato del riscaldamento degli ambienti esiste già oggi una serie di alternative ai combustibili fossili evolute dal punto di vista tecnico e dell'economia di mercato. A Vienna, negli scorsi anni, la politica d'incentivazione ha già incrementato con grande successo l'impiego di sistemi di riscaldamento a base di fonti energetiche rinnovabili e il teleriscaldamento. Gran parte di tutti gli edifici di nuova costruzione si riscalda quindi, già adesso, con pompe di calore efficienti, con il teleriscaldamento proveniente dalla cogenerazione ad alto rendimento, con l'incenerimento dei rifiuti e con il calore residuo, nonché con la biomassa. Per esempio, a Vienna le statistiche dimostrano già adesso, per le abitazioni e anche per gli stabili adibiti ad attività terziarie, una percentuale di tali sistemi di riscaldamento ad alto rendimento superiore al 5 %.
Alternative tecnico-economiche agli impianti di riscaldamento a gas naturale negli edifici di nuova costruzione
Le regolamentazioni come i piani energetici territoriali ora da adottare presuppongono obbligatoriamente, per essere in armonia con la direttiva dell'UE sulla prestazione energetica nell'edilizia, alternative tecnico-economiche agli impianti di riscaldamento a combustibili fossili (impianti di riscaldamento a gas). Una perizia accompagnatoria, commissionata dalla città di Vienna, dimostra l'efficienza economica delle soluzioni rinnovabili a base di pompe di calore, utilizzabili sull'intero territorio metropolitano. Sussistono di conseguenza i presupposti per la limitazione degli impianti di riscaldamento a gas fossile negli edifici di nuova costruzione, secondo la direttiva dell'UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e il recepimento nazionale in Austria.
Se si considera, come descritto a precedere, la situazione economica degli impianti di erogazione del calore alternativi ad alto rendimento negli edifici di nuova costruzione, si può appurare un interesse pubblico senza restrizioni per l'esclusione dell'impiego delle fonti energetiche fossili per gli impianti di riscaldamento e di produzione dell'acqua calda ovunque sia possibile l'impiego di almeno due sistemi alternativi ad alto rendimento sulla base della direttiva dell'UE sulla prestazione energetica negli edifici. È questo il caso sulle superfici dichiarate ufficialmente nei piani energetici territoriali.
Con ciò, si sosterrà il raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici, in particolare riguardo alla decarbonizzazione dell'erogazione del calore negli edifici di nuova costruzione. Inoltre si dà inizio, anche per motivi di costi, al decentramento razionale dell'infrastruttura legata alla rete (teleriscaldamento e gas), garantendo così agli investitori la certezza della pianificazione.
Responsabilità nazionale
Al contrario dei comparti soggetti allo scambio delle quote di emissione dell'UE, disciplinati a livello dell'UE stessa, nel caso dei comparti ricompresi dalle regole di ripartizione degli oneri gli Stati membri sono responsabili delle strategie e dei provvedimenti nazionali di limitazione delle emissioni.
Siccome le emissioni di CO2 degli edifici riscaldati con combustibili fossili cui è diretta l'ordinanza dei piani energetici territoriali ricadono nel regime del comparto non rientrante nello scambio delle quote di emissione, il presente provvedimento concorre all'abbattimento delle emissioni di CO2 nella sfera di responsabilità austriaca.
Sintesi:
L'accordo sui cambiamenti climatici esige un abbandono delle fonti energetiche fossili entro il 2050. Attualmente, in parecchi comparti un simile abbandono è difficile da attuare ed è dispendioso a causa dell'assenza di alternative rinnovabili. Una sostituzione del gasolio nella circolazione dei veicoli commerciali pesanti e anche una sostituzione del gas nell'industria, per esempio, risultano quindi attuabili soltanto nel più lungo periodo. Un abbandono delle fonti energetiche fossili per fini di riscaldamento degli ambienti, per contro, è tecnologicamente comprensibile ed economicamente accettabile a paragone, tanto più che proprio qui – al contrario di altri settori rilevanti ai fini del clima – esiste una serie di alternative rinnovabili.
Alla luce della prolungata vita utile degli impianti con caldaie e della smisurata urgenza dell'accordo sui cambiamenti climatici, i provvedimenti alternativi per la restrizione nello spazio dell'utilizzo d'impianti di riscaldamento a combustibili fossili negli edifici di nuova costruzione (sulla base dell'offerta di sistemi alternativi ad alto rendimento) non hanno alternative. Attualmente, la sostituzione o la modifica degli impianti di tal genere esistenti non è ancora interessata dai piani energetici territoriali.
La presente ordinanza si estende per distretti, allo stesso modo, alla totalità del territorio metropolitano.
10. Riferimenti a testi di base: articolo 2b del regolamento edilizio di Vienna (regolamento BO), LGBl. di Vienna n. 11/1930, da ultimo modificato dalla legge LGBl. di Vienna n. 71/2018
11. No
12. -
13. No
14. No
15. La valutazione d'impatto si trova al capitolo 2.3 della relazione di presentazione.
16. Aspetto OTC
No - Il progetto non ha ripercussioni significative sul commercio internazionale.
Aspetto SPS
No - Il progetto non è una misura sanitaria o fitosanitaria.
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Commissione europea
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