Messaggio 001
Comunicazione della Commissione - TRIS/(2025) 1840
Direttiva (UE) 2015/1535
Notifica: 2025/0371/FR
Notifica di un progetto di testo da parte di uno Stato membro
Notification – Notification – Notifzierung – Нотификация – Oznámení – Notifikation – Γνωστοποίηση – Notificación – Teavitamine – Ilmoitus – Obavijest – Bejelentés – Notifica – Pranešimas – Paziņojums – Notifika – Kennisgeving – Zawiadomienie – Notificação – Notificare – Oznámenie – Obvestilo – Anmälan – Fógra a thabhairt
Does not open the delays - N'ouvre pas de délai - Kein Fristbeginn - Не се предвижда период на прекъсване - Nezahajuje prodlení - Fristerne indledes ikke - Καμμία έναρξη προθεσμίας - No abre el plazo - Viivituste perioodi ei avata - Määräaika ei ala tästä - Ne otvara razdoblje kašnjenja - Nem nyitja meg a késéseket - Non fa decorrere la mora - Atidėjimai nepradedami - Atlikšanas laikposms nesākas - Ma jiftaħx il-perijodi ta’ dewmien - Geen termijnbegin - Nie otwiera opóźnień - Não inicia o prazo - Nu deschide perioadele de stagnare - Nezačína oneskorenia - Ne uvaja zamud - Inleder ingen frist - Ní osclaíonn sé na moilleanna
MSG: 20251840.IT
1. MSG 001 IND 2025 0371 FR IT 10-07-2025 FR NOTIF
2. France
3A. Ministères économiques et financiers
Direction générale des entreprises
SCIDE/SQUALPI - Pôle Normalisation et réglementation des produits
Bât. Sieyès -Teledoc 143
61, Bd Vincent Auriol
75703 PARIS Cedex 13
d9834.france@finances.gouv.fr
3B. Ministère de la culture
Direction générale des médias et des industries culturelles
182, rue Saint-Honoré - 75001 Paris
Sébastien CROIX, Chef du bureau du régime juridique de l'audiovisuel
sebastien.croix@culture.gouv.fr
4. 2025/0371/FR - SERV30 - Media
5. Decreto recante modifica del decreto n. 2021-793 del 22 giugno 2021 relativo ai servizi di media audiovisivi a domanda
6. Servizi di media audiovisivi a domanda (SMAD)
7.
8. Il presente progetto di decreto introduce una triplice modifica del decreto n. 2021-793 del 22 giugno 2021 sui servizi di media audiovisivi a domanda (decreto SMAD), per quanto riguarda il contributo alla produzione di opere audiovisive.
Adegua innanzitutto il cosiddetto obbligo di "diversità", già previsto nel decreto, nell’ambito del contributo complessivo alla produzione audiovisiva. Il decreto prevede ora che la diversità sia garantita dal genere dei lavori alle condizioni stabilite dall’accordo concluso tra l’editore di servizi e l’autorità di regolamentazione, senza tuttavia indicare una percentuale minima per questo obbligo e senza specificare il tipo di spesa presa in considerazione. In primo luogo, il progetto di decreto fissa la quota di spesa destinata all’animazione, ai documentari creativi e alle registrazioni o riproduzioni di spettacoli dal vivo a un minimo del 20% del contributo alla produzione di opere audiovisive, dopo un aumento di tre anni, lasciando gli editori liberi di scegliere il genere o i generi minoritari interessati in base alla propria linea editoriale. In secondo luogo, il progetto prevede che una quota minima delle somme destinate a ciascuno di questi tre generi sia destinata finanziare nuove opere, secondo i parametri già previsti per la quota del contributo complessivo destinato al prefinanziamento, vale a dire per gli editori con un fatturato netto annuo superiore a 50 milioni di EUR e fino al 75 %.
Infine, il progetto di decreto estende alle opere audiovisive di animazione il regime già applicabile alle opere cinematografiche per quanto riguarda la considerazione dei diritti acquisiti per l’estero. Pertanto, in caso di acquisizione di diritti per lo sfruttamento all’estero, le spese considerate entro il limite del 75% dell’importo totale investito.
9. In primo luogo, per quanto riguarda l’obbligo di diversità, lo studio sull’attuazione del decreto SMAD condotto dal Centro nazionale per il cinema e l’immagine in movimento e dall’Autorità di regolamentazione per la comunicazione audiovisiva e digitale e pubblicato nel novembre 2024 rivela che tale obbligo, il cui obiettivo è garantire un volume minimo di finanziamenti per i generi minoritari, non risulta attualmente soddisfatto. Secondo questo studio, le opere di narrativa rappresentano quasi il 90% dei finanziamenti da parte degli editori SMAD, rispetto al 9% per le opere d’animazione e all’1% per le opere documentarie creative. Lo studio rileva, peraltro, che la spesa per l’animazione afferisce principalmente ad acquisizioni di programmi già finanziati e trasmessi da editori di servizi televisivi, che raggiungono oltre il 90 % della spesa totale per l’animazione nel 2023.
Pertanto, il contributo dei servizi di media audiovisivi a domanda non apporta benefici sufficienti alla produzione di nuove opere in termini di generi diversi dalla fiction, in particolare l’animazione. Il settore dell’animazione si trova inoltre ad affrontare importanti sfide già individuate dalla Commissione europea nel contesto delle priorità del programma MEDIA: spostamento del pubblico verso piattaforme di condivisione video, indebolimento delle emittenti di fronte a queste ultime e, di recente, un calo sostanziale del numero di commesse internazionali, con conseguenze dirette per le società di produzione e l’occupazione nel settore.
In secondo luogo, per quanto riguarda l’inclusione dei diritti acquisiti per lo sfruttamento all’estero nella dichiarazione degli obblighi, tradizionalmente l’animazione è stata il primo genere ad essere esportato, con i maggiori successi internazionali costituiti da opere indipendenti i cui mandati di sfruttamento sono controllati dai produttori (cfr. relazione Raynaud del novembre 2024 sugli equilibri dell’industria audiovisiva e cinematografica in un momento che vede la presenza di importanti piattaforme di video su richiesta). L’obiettivo di questa misura è quindi ripristinare la capacità dei produttori di monetizzare la diffusione delle loro opere in territori diversi dalle piattaforme, contribuendo nel contempo efficacemente alla loro circolazione in Europa e nel mondo.
10. Riferimenti ai testi di base:
11. No
12.
13. No
14. No
15. No
16.
Aspetto OTC: No
Aspetto SPS: No
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Commissione europea
Punto di contatto Direttiva (UE) 2015/1535
email: grow-dir2015-1535-central@ec.europa.eu